Dipendenza da internet

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Dipendenza da internet: quando la rete diventa un problema

La differenza tra la tecnologia e la schiavitù è che gli schiavi sono pienamente consapevoli del fatto di non essere liberi.

N. N. Taleb

Tutte le dipendenze seguono lo stesso schema: esagerando con l’uso, si verifica la perdita di controllo, ovvero l’abuso. Poi, continuando a ripetersi, nel tempo, l’abuso porta alla dipendenza.

Cosa s’intende per dipendenza da internet?

L’ingegnere informatico Maurizio Naldini ha messo in luce come all’ homo sapiens manchino le capacità per gestire la tecnologia che egli stesso ha inventato. È come se questa non fosse più a misura d’uomo e fosse sfuggita di mano evolvendosi troppo rapidamente. Internet, uno strumento progettato per connettere le persone, sembra che in realtà le stia disconnettendo, allontanandole dalle famiglie e dagli amici. Chi ne abusa si isola, fino ad arrivare addirittura a soffrire di solitudine e depressione. Quando si preferiscono i social alle persone reali, quando non si riesce a frenare l’esigenza di controllare e-mail, Facebook, messaggi What’sApp, si può cominciare a parlare di dipendenza da internet.

Come si diventa dipendenti da internet?

Internet non pone alcun limite all’impulso, perciò può facilmente sfuggire al controllo. L’eventualità che una persona diventi dipendente è correlata a:

  • Facile accessibilità (è possibile ovunque) ;
  • Praticabilità (è sufficiente uno smartphone) ;
  • Anonimato (non si ha la paura del giudizio).

Naturalmente questo non significa che sia sufficiente usare internet per diventarne dipendente! Ci sono persone, infatti, che sono in grado di controllarsi e di rinunciarvi per fare altro. Il problema nasce quando ci si priva di piaceri differenti; non si riesce a fare diversamente; si trascurano il lavoro, gli altri e se stessi. Siamo difronte ad una dipendenza se si preferisce restare in casa per continuare a giocare; se si ignora chi ci sta intorno per controllare i social; se all’arrivo di una notifica qualsiasi non si trattiene l’impulso a controllare.

Le reazioni neurochimiche

Il processo è identico a quello di altre dipendenze: le reazioni neurochimiche sono esattamente le stesse. Infatti, nell’attesa di ricevere un messaggio o nel controllare What’sApp, si crea uno stato di eccitazione che innesca il rilascio della Dopamina (il neurotrasmettitore da cui dipende l’umore). Il soddisfacimento dello stimolo, proprio come nell’uso di droghe e alcool, gratifica! Reiteriamo gli stessi comportamenti si diviene sempre più tolleranti e diventa insufficiente ciò che prima dava piacere; pertanto, senza aumentare l’esposizione a internet, non si provano più gli stessi effetti.

Quando si può parlare di dipendenza da internet?

Quando la persona mostra:

  • Problemi a completare e avanzare con le attività perché spreca tanto tempo connesso a giocare, chattare, cercare informazioni, vedere video, controllare e-mail, ecc. Accade sempre più spesso che, per questi motivi, s’incorra in piccoli o gravi incidenti;
  • Isolamento dalla famiglia e dagli amici. Tanti coniugi, ma anche figli, si lamentano del partner o del genitore. L’agire in questo modo è sostenuto da una serie di autoinganni:”Non posso non rispondere”, “Se poi nel gruppo c’è qualche comunicazione importante?”, “Se non aggiorno la mia pagina resto fuori”, e così via;
  • Sensazioni di terrore, ansia o panico se si dimentica a casa lo smartphone, oppure quest’ultimo smette di funzionare.

Altre nuove dipendenze

  • Relazioni cyber
  • Cybersex
  • Sexting
  • Autolesionismo virtuale
  • Videogiochi online
  • Gambling online
  • Trading online
  • Shopping compulsivo online
  • Dismorfofobia
  • Vigoressia
  • Diet addiction
  • Over training
  • Botox
  • Selfie mania
  • Overloading addiction
  • Cybercondria
  • Workaholic
  • Nuove droghe


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