Psicologo infantile

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Psicologo infantile: Come funziona la terapia breve strategica per i bambini?

Quando il paziente è un bambino al di sotto dei 12 anni, l’approccio strategico prevede che lo psicologo infantile guidi i genitori ad aiutare i propri figli. Questo si traduce nel fornire risorse e strumenti in modo che siano gli adulti di riferimento a produrre il cambiamento e non il terapeuta. Si evita, quindi, di far venire in studio il bambino al fine di ridurre l’etichettamento. Si tratta di un effetto decisamente dannoso per chiunque, a maggior ragione per i più piccoli!

Quanto dura la terapia? 

I problemi dell’infanzia, così affrontati, generalmente si risolvono in pochissime sedute (in media 7)! Non servirà del tempo per capire le cause del disturbo o della sofferenza.  È stato dimostrato, infatti,  che conoscere le origini di un problema non equivale a risolverlo! Invece, sapere come funziona ci consentirà di prescrivere ai genitori dei comportamenti efficaci.  Basterà indagare i tentativi di soluzione che sono stati messi in atto e le strategie di intervento fallimentari. Una volta stabilito ciò che non ha funzionato, si costruirà un percorso ad hoc calzato sulle caratteristiche della famiglia. Già dalla seconda seduta si potrà beneficiare dei primi effetti delle prescrizioni! 

Soluzioni originali per i bambini e le loro famiglie

Le indicazioni impartite sono nuove e sorprendenti sia per i bambini che per i genitori.  Si basano, infatti, su logiche paradossali, contraddittorie e della credenza. Prendiamo ad esempio un classico caso di litigio fra fratelli! Si può suggerire ai familiari di imporre ai litiganti di andare a discutere in una stanza specifica della casa. Generalmente,  si tratta di quella ritenuta meno piacevole e viene chiesto loro di restarci per almeno mezz’ora. Questa indicazione  produce un effetto paradossale: il genitore non vieta più al figlio di litigare, ma glielo prescrive specificando spazi e tempi. Ora che diventa qualcosa di imposto attraverso delle regole precise, il comportamento perde il carattere impulsivo e  il vantaggio secondario! Automaticamente il bambino si rifiuterà di farlo e,  opporsi,  significherà smettere di litigare.

Lo psicologo infantile strategico

Lo psicologo infantile strategico ” conosce cambiando” e non viceversa, quindi sarà la soluzione che funziona a spiegarci il problema che ha risolto.

La caratteristica del mio intervento sui minori, e quella che mi contraddistingue,  è proprio la non direttivita’! Ci possono, però,  essere circostanze particolari per cui posso decidere di vedere anche il bambino!

Nei casi in cui il problema si allarga alla scuola intervengo e consiglio insegnanti, coordinatore e psicologo del plesso (dove presente). Così tutti sapremo come affrontare la situazione e applicare le strategie più opportune.

In breve: per aiutare i bambini si tiene conto dell’influenza del sistema familiare, dell’ambiente scolastico e della relazione stabilita dal bambino con essi.

Quando un genitore dovrebbe chiedere aiuto a uno psicologo infantile?

Un genitore può consultare uno psicologo infantile per:

  • Chiedere consigli su come educare e crescere i figli durante il loro sviluppo;
  • Conoscere le diverse fasi evolutive del bambino e  l’accompagnamento opportuno in ogni fase;
  • sapere come gestire i conflitti, i problemi di autostima o altri problemi abituali.   

E quando:

  • Un problema si ripete nel tempo e i genitori si sentono persi poiché non riescono a controllare la situazione;
  • Nessuna delle soluzioni che sono state adottate per cercare di gestire il problema ha funzionato .

Nei bambini di età inferiore ai 12 anni la terapia viene indirizzata ai genitori. Negli altri casi (terapie con preadolescenti e adolescenti),  si interviene direttamente sul ragazzo ma comunque includendo il nucleo familiare.

Diagnosi e relazioni:

La terapia breve strategica conosce un problema attraverso la sua soluzione e la diagnosi viene rilasciata solo dopo averlo risolto. Nei casi in cui i genitori e le scuole richiedano un’ipotesi diagnostica prima dell’intervento, tuttavia, può essere indicata fin dall’inizio. Alcune delle valutazioni più comunemente  richieste sono:
▪️Test di intelligenza;
▪️Studio della personalità, delle capacità e delle attitudini;
▪️Diagnosi di disturbi emotivi e psicologici
▪️Diagnosi dei disturbi dell’apprendimento;

▪️Diagnosi di Disturbo da deficit di attenzione ( ADHD );

▪️Diagnosi dei disturbi dello spettro autistico (ASD).

Quali disturbi psicologici dell’infanzia tratto abitualmente?

▪️Paure e ansia infantili;
▪️Paura di dormire da solo o del buio;
▪️Fobie;
▪️Fobia scolastica;
▪️Terrori notturni;
▪️Enuresi (senza controllo dello sfintere, over-bagnatura);

▪️Encopresi (non controllo sfintere fecale);

▪️Bullismo;

▪️Ossessioni e compulsioni;

▪️Dipendenze;

▪️Depressione;
▪️Disturbi della condotta: comportamento negativistico, oppositivo-provocatorio o antisociale;
▪️Traumi e disturbo post-traumatico;
▪️Lutto;
▪️Disturbi dell’apprendimento (attraverso training di potenziamento);
▪️Gelosia tra fratelli. 

Mi occupo anche di:

Problemi scolastici

Problemi dell’adolescenza 

Depressione postpartum 

Consigli di lettura…

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http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&idlibro=7644&titolo=AIUTARE+I+GENITORI+AD+AIUTARE+I+FIGLI

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